L’ultima opera di Silvana Fumo, “Rosanera e altri fiori”, è stata presentata al Palazzo Reale di Napoli in occasione del Campania Libri Festival. L’autrice ha illustrato la trama dei sei racconti che compongono il libro in un interessante dialogo con la giornalista Lia Aurioso Iacono e con la sociologa e criminologa Gabriella Notorio. Il filo conduttore di queste storie è quello della violenza di genere, che Silvana ha potuto toccare con mano tramite i racconti dei bambini e delle loro madri, durante il suo lavoro come logopedista.
“Un’altra vita per Nadia T.”
Durante la presentazione, la scrittrice ha letto gli estratti di tre dei sei brevi racconti che compongono il libro. Essi sono “Un’altra vita per Nadia T.”, “Core Ciatto” e “Quando il cielo ci guarda”. Nel primo, si può leggere la storia di una donna che è stata strappata alla morte. Infatti riesce a sopravvivere dopo essere stata aggredita e buttata in un fossato (una dinamica che purtroppo non sorge nuova, come ha fatto notare la giornalista Aurioso Iacono). A contribuire alla sua salvezza c’è anche un uomo, Luca Nasti, che la accompagna in ospedale. Silvana ha spiegato che l’intervento dell’uomo è stato inserito nel suo racconto per eliminare le nette e stereotipate divisioni tra “buoni” e “cattivi”, mostrando un modello diverso di uomo e l’evoluzione del suo personaggio.
“Core Ciatto”
“Cuore Piatto”, letteralmente. Racconta la storia di una famiglia di stampo patriarcale, composta da Gaetano, sua moglie Suleima (immigrata clandestina) e loro figlio Rodolfo. Le continue violenze, fisiche e psicologiche, portano la moglie e madre a fuggire dal marito. Questo sarà un evento fondamentale per la vita di Rodolfo, il quale non perdonerà mai il padre (soprannominato appunto “coraciatto”). Nonostante la sua traumatica esperienza vissuta durante l’infanzia, il protagonista riuscirà comunque a uscire fuori dagli schemi patriarcali e a emanciparsi rifiutando anche la violenza del sistema.
“Quando il cielo ci guarda”
La pericolosità dell'”ultimo incontro”, un tema discusso durante l’incontro e anche all’interno dell’ultimo racconto di “Rosanera e altri fiori”. Marina Cossa, la protagonista, organizza l’ultimo incontro con il suo ex ragazzo in un bar del centro della città in cui vive. Lo fa per chiedergli di cancellare delle sue foto intime. Una sorta di provvidenza la salva, in quanto il suo ex Saverio rimane vittima di un incidente mortale in moto e si scoprirà solo in seguito che stava portando con sé un’arma.
La rosa nera di Halfeti
Proprio da questo fiore deriva il titolo della raccolta di racconti, così ci racconta Silvana Fumo durante l’evento. Questa rosa nasce nel sud-est della Turchia, sulle rive dell’Eufrate e in estate trasforma il suo color rosso acceso in un nero intenso. La scrittrice ha scelto questo fiore per rappresentare tutte le donne vittime di violenza e rappresenta per lei il simbolo di ribellione , coraggio, perseveranza e rinascita. Proprio alla figura di queste donne si è collegata con il suo discorso la sociologa e criminologa Gabriella Notorio, che ha scritto la prefazione del libro. Ha sottolineato l’importanza dei centri antiviolenza e delle figura professionali che ci lavorano e ha invitato a ricordare l’esistenza del numero verde 1522, il numero nazionale antiviolenza e antistalking.


























