ABBIAMO RISO PER UNA COSA SERIA

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I milioni di chicchi di riso 100% qualità italiana contenuti nei pacchi FOCSIV, a fronte di una donazione minima di 5 euro, sono offerti  oggi dai 4.000 volontari in 1000 piazze, Mercati di Campagna Amica e parrocchie d'Italia, avranno un grande valore: finanziare 30 interventi a sostegno delle comunità contadine in Africa, America Latina ed Asia e garantire la sicurezza alimentare a 30.000 famiglie dei Sud del mondo.

"Abbiamo RISO per una cosa seria
. La fame si vince in famiglia" la Campagna nazionale della FOCSIV, giunta alla 13a edizione, si avvale quest'anno della collaborazione di Coldiretti e Campagna Amica; del Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali; della diffusione nei Centri Missionari Diocesani dell'Organismo Pastorale della CEI Missio, il sostegno di UBI Banca e ISMEA.  Antonello Fassari è il suo storico testimonial.

Il riso è nei piatti di quasi la metà della popolazione mondiale, soprattutto tra i più poveri; è di fatto il cereale più coltivato. In Italia il triangolo territoriale compreso tra Vercelli, Pavia e Novara produce l'eccellenza della risicoltura italiana e la maggior quantità di prodotto in Europa. La FOCSIV ha scelto il riso, ben 13 anni fa, come il veicolo della Campagna per spiegare come l'agricoltura familiare sia strumento, a livello locale, per garantire una distribuzione equa delle risorse, per rafforzare la salvaguardia dei territori e per migliorare le condizioni di vita delle comunità. 
 
Novità dell'edizione 2015 della Campagna FOCSIV è l'aver legato il lavoro dei risicoltori italiani, oggi in difficoltà a causa dalle regole imposte dal sistema dell'agribusiness, a quello dei contadini del Sud del mondo, resi più poveri dalle politiche di accaparramento delle terre - land grabbing - e della scelta delle monoculture. Il pacco di riso offerto nelle piazze rappresenta la consapevolezza che si possono percorre strade diverse di sviluppo economico ed umano capaci di mettere al centro le persone, le famiglie, le comunità. Un primo passo, questo, verso lo sradicamento della fame e della povertà.

L'agricoltura familiare, modello condiviso con la Coldiretti, è capace di coniugare diritto al cibo e dignità dell'uomo; in grado di restituire alle comunità il diritto di produrre, prima di tutto, gli alimenti necessari al loro sostentamento e poi ad avviare un processo di economia territoriale. Un sistema di sviluppo che pone le proprie radici in una modalità produttiva profondamente diversa da quella proposta dalle multinazionali, che salvaguarda le biodiversità e colture e le culture dei diversi popoli e paesi, nel pieno rispetto e custodia del Creato.
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