La televisione: dalla scatola alla multimedialità?

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Come è noto, la televisione è il mezzo multimediale più discusso di sempre, soprattutto se si pensa, aldilà dell’invenzione, al ruolo sociale che questa ha avuto nel corso del tempo. Ha dettato moda e tendenze in lungo e in largo, basta dare un’occhiata in giro per rendersi conto che la parola d’ordine è emulare. Non importa se si tratti del costume che va di moda o del personaggio del nostro film preferito, la TV è moda.
In principio era la scatola : La scatola magica, inizia a fare capolino all’inizio degli anni ’30. Il primo modello, chiamato Baird Televisor, era un televisore meccanico di produzione inglese che prendeva il nome dal suo inventore, lo scozzese John Logie Baird. Intorno al 1930 furono vendute in tutta Europa circa un migliaio di Baird TV che misero a disposizione dei facoltosi gruppi elitari alcune trasmissioni sperimentali della BBC. La nascita della televisione, intesa come mass media, viene fatta risalire generalmente al 25 Marzo del 1925 quando lo stesso Baird ne mise in scena una dimostrazione nel centro commerciale Selfridges di Londra. La televisione così ideata, era definita elettromeccanica poiché l’apparecchio di ripresa delle immagini e quello di visione si basavano sul disco di Nipkow, un dispositivo elettromeccanico inventato Paul Gottilieb Nipkow.
La tv meccanica si diffuse soltanto in alcune aree del mondo in quanto ancora non ben sperimentata, tanto, che a partire dal 1939 venne pressoché dismessa. In Italia, tuttavia, intorno al 1933 fu costruito un prototipo di televisore meccanico chiamato Fracarro dal nome dei costruttori, i fratelli Fracarro di Castelfranco Veneto. In questo caso i due imprenditori, sulla scia del modello inglese, proponevano un kit per costruire il proprio televisore comodamente a casa propria in tutta autonomia.
Oltre al modello meccanico, intorno alla fine degli anni trenta fu inventato un nuovo prototipo di tv, quello elettronico. Inventato nel 1927 dall’americano Philo T. Farnsworth, il modello era stato già in teoria descritto nel 1908 sulla rivista “Nature”. Intorno agli anni trenta, dunque, esistevano due metodi di trasmissione televisiva, meccanica ed elettronica. In Italia il televisore elettronico fu costruito dalla Magneti Marelli di Milano nel 1938. Negli anni 50 invece i televisori iniziano a utilizzare circuiti a valvole e tubi catodici allungati molto ingombranti.
Dagli anni cinquanta in poi la tecnologia ha fatto passi da gigante, passando per la Tv analogica oggi si è giunti alla Tv digitale terrestre che mette a disposizione dell’utilizzatore una sconfinata gamma di canali e una migliore risoluzione visiva. Costi di ingresso e di gestione a parte, non ha introdotto grossi cambiamenti rispetto al rapporto con il telespettatore, che resta un mero voyeur. Se parliamo di interattività dobbiamo per forza comprendere qual è la direzione intrapresa dalle grandi compagnie, per l’evoluzione del mezzo televisivo.

Si punta alla Smart TV, una televisione interattiva capace di far partecipare l’utente e in grado di collegarsi alla rete internet non più dal proprio pc mab attraverso il telecomando dal proprio salone in totale relax. Questo tipo di tv riesce a mettere a disposizione del telespettatore, che tale non è più, numerosi contenuti accessibili tramite la rete (Youtube, Vimeo etc). L’evoluzione del settore è dunque affidata al web, la tv generalista lascia il campo a canali monotematici che permettono di scegliere cosa guardare e quando guardarlo a proprio piacimento.
La tv così intesa, si sgancia dai vincoli territoriali delle trasmissioni televisive e permette di aumentare l’audience rivolgendosi ad un pubblico più vasto.
Una domanda viene spontanea, ma se c’è possibilità di accedere tramite Tv alla rete e ai contenuti messi a disposizione dallo streaming perché usare la TV e non lo smartphone o il tablet sempre a portata di mano e sempre più tecnologicamente all’avanguardia? In effetti il mezzo più amato dagli italiani pur diventando “smart” è affiancato da dispositivi altrettanto competitivi quali smartphone e tablet.

Questa è la ragione principale per cui gli operatori telefonici e società servizi di trasmissione satellitare fondono le loro proposte. Fioccano accordi e join venture per far si che nessuno venga escluso dal mercato, in particolare gli operatori di telefonia mobile.

In trait d’union è la velocità di connessione ed ecco che, per non essere esclusi dal mercato, entrano in gioco gli operatori telefonici. In Italia nascono accordi fra i gestori di telefonia mobile e i fornitori di servizi televisivi ( si pensi a Tim- Sky) ma in America si è già avviato un processo che ha visto nascere veri e propri colossi aziendali capaci di mettere a disposizione del consumatore offerte a tutto tondo che comprendono intrattenimento e telefonia nel buon nome della fusione fra cinema e rete. 
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