Lo spazio è un cardine del futuro energetico

Stampa/PDF

Lo spazio e l’energia. Questo il tema posto dall’Agenzia Spaziale Italiana rappresentata dal suo presidente Roberto Battiston, durante la seconda giornata del Festival dell’Energia in programma a Milano, nell’ambito della tavola rotonda dedicata all’innovazione. Moderata dal giornalista del Sole 24 Ore, Luca De Biase, la tavola rotonda ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del mondo dell’energia e dell’innovazione da Carlo Tamburi, Direttore Italia di ENEL a Chicco Testa Presidente Sorgenia, da Gianni Silvestrini Direttore Scientifico di Kyoto Club allo stesso Roberto Battiston.

Nel corso della tavola rotonda si è avuto modo di confrontarsi sulla previsione di un mercato in cui il consumo di energia sarà in crescita, stante la necessità di ridurre l'immissione di C02 nella nostra atmosfera. Il mercato delle automobili elettriche crescerà notevolmente nei prossimi anni e costringerà le reti cittadine ad adeguarsi, rendendosi inoltre assai efficienti. E in questo avrà un ruolo fondamentale l’era 4.0 della digitalizzazione che accompagnerà l’uso dell’energia elettrica. E quest’ultima dipenderà sempre meno dalla produzione da combustibili fossili e sempre più da produzioni alternative.

Ma per far fronte ad un futuro che giungerà repentineamente, che non sarà graduale, è l’Italia di oggi, politica, economica, industriale e della ricerca, a dover fare scelte che ne garantiscano un futuro in piena, o quasi, autonomia.

E in questo quadro il ruolo dello spazio, ha sottolineato Battiston, riveste particolare importanza. Non solo perché lo spazio è la principale fonte di energia, l'universo stesso è composto principalmente di energia, ma anche perché l’uso dei satelliti per l’osservazione della Terra, la tecnologia avanzata che li contraddistingue, sono oggi strumento fondamentale, non solo per monitorare lo stato dei cambiamenti climatici in atto, ma anche il comportamento umano per farvi fronte, come deciso dal COP21 di Parigi dello scorso autunno.

Ma non è l’unico esempio che viene dallo spazio. Intervenuto nella sessione pomeridiana del giorno precedente, Paolo Nespoli, astronauta ESA, in procinto di tornare nello spazio nella terza missione di lunga durata prevista dall’accordo NASA-ASI per la fornitura dei moduli MPLM Leonardo, Raffaello e Donatello, ha voluto sottolineare come la Stazione Spaziale Internazionale sia un sistema energetico chiuso, capace di produrre, gestire e consumare energia, in un ambiente particolarmente complesso e difficile. Dalla ricerca e dalle innovazioni che permettono la massima efficienza di questo minimondo vitale, alcune delle risposte per la produzione e la buona gestione dell’energia sulla Terra.

Stampa/PDF
Lo spazio è un cardine del futuro energetico