Veicoli puliti: le nuove direttive UE

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L'UE sta promuovendo un maggior utilizzo di veicoli a basse e a zero emissioni istituendo obiettivi minimi di appalto, così da incoraggiare gli enti pubblici a sceglierli negli appalti pubblici. Oggi gli ambasciatori degli Stati membri hanno concordato la posizione negoziale del Consiglio in merito a una riforma che contribuirà a ridurre le emissioni complessive dei trasporti, a garantire la certezza sul mercato e a stimolare la competitività e la crescita dell'industria europea. "Rendere i trasporti più puliti è essenziale se vogliamo respirare aria più pulita e combattere i cambiamenti climatici. Con queste norme l'UE sta lanciando un chiaro segnale al mercato: il settore pubblico dà il buon esempio e il settore privato dovrebbe seguirlo." ha dichiarato Rovana Plumb, viceministra dei trasporti rumena, presidente del Consiglio.

La direttiva del 2009 sui veicoli puliti attualmente in vigore si applica solo all'acquisto diretto da parte degli enti pubblici e non contempla altre pratiche di appalto. Gli unici contratti per servizi di trasporto previsti finora sono quelli per il trasporto pubblico di passeggeri. Il mandato del Consiglio amplia l'ambito di applicazione delle norme affinché si applichino a tutte le pertinenti pratiche di appalto, quali il leasing, l'affitto e la vendita a rate di veicoli. Le norme riguardano anche una più ampia gamma di servizi, quali i servizi di trasporto pubblico terrestre, i servizi speciali di trasporto passeggeri e i servizi di raccolta di rifiuti.

Veicoli puliti: la definizione
La riforma introdurrà una definizione di "veicolo pulito" che tiene conto dei requisiti per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e di inquinanti atmosferici da parte dei veicoli leggeri. I veicoli pesanti puliti sono definiti dall'uso di combustibili alternativi, conformemente alla normativa dell'UE in vigore.

Nel testo sono stabiliti obiettivi minimi di appalto distinti per i veicoli leggeri, gli autocarri e gli autobus per il 2025 e il 2030. Gli obiettivi sono espressi in percentuali minime di veicoli puliti rispetto al numero complessivo di veicoli adibiti al trasporto su strada interessati dall'insieme dei contratti di appalto e dei contratti di servizio pubblico. Gli Stati membri devono riferire alla Commissione in merito all'attuazione delle norme a scadenza triennale a partire dal 18 aprile 2026.

Dopo l'entrata in vigore della direttiva gli Stati membri avranno 30 mesi di tempo per adottare le disposizioni nazionali di applicazione.

La Commissione ha presentato la proposta nel novembre 2017 nel quadro del secondo pacchetto sulla mobilità.

Il mandato, concordato in sede di Comitato dei rappresentanti permanenti, consente alla presidenza di avviare negoziati con il Parlamento europeo. Entrambe le istituzioni dovranno approvare il testo finale.

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