Le relazioni umane diciamocelo, stancano, devastano, richiedono tanto impegno e se questo impegno è già destinato a stare “sul mercato” diventa tutto altro che sostenibile.
Ma questo è in realtà il risultato della distrazione= frequento chiunque o meglio, fatto 100 il fattore di sostenibilità di cui sono capace (misurabile da MLBsystem: si può vedere con esattezza la tipologia di relazioni che ogni persona è in grado di sostenere es: può sostenere solo relazioni costruttive; solo relazioni a ettive; solo relazioni concrete e durature; solo relazioni e imere ed immaginarie ecc…) distribuisco questo 100 in modo errato.
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Ovvero, mi carico per il 70% di relazioni di convenienza (quelle che mi permettono di entrare in alcuni contesti di comodo o che credo siano utili per me, quelle che mi danno visibilità e prestigio, quelle che mi lusingano) e solo il 30% di quelle che sono in grado di sostenere e poiché così poche non mi danno nutrimento e mi fanno sentire sempre in CARENZA.
La carenza mi genera stanchezza e sempre meno capacità di sostenere PESI RELAZIONALI = ASOCIALITA’, ISOLAMENTO, FAME LIBIDICA attiva (faccio solo ciò che mi soddisfa nell’immediato a scapito di tutto e tutti).
Quando siamo così in sovraccarico, se non abbiamo strumenti di alleggerimento reali, andiamo alla ricerca di FACILI e ARTIFICIALI frammenti di “godimento”, ci isoliamo, ci rifugiamo in ambiti dove raccogliamo lusinghe e consensi immediati, diventiamo social ma non socievoli. Come una pila esausta ci scarichiamo subito.
Le relazioni nutrono se si curano con impegno proprio come una pianta. Dà frutti se è coltivata con costanza e cura.
Come acqua nel deserto, dosando ma in modo circolare senza intermittenza, con costanza, attenzione e regolarità.
Si è di uso il pensiero che per stare “al passo”, essere nel “sistema” per essere visti, per avere riscontri e quindi facile successo, non bisogna farsi coinvolgere. Il coinvolgimento (che prevede una gestione matura delle emozioni dei sentimenti e delle reazioni) è visto come minaccia e davanti ad esso si ricorre alla FUGA, ai nascondigli, alla creazione sempre più di usa di “personaggi” anziché persone.
Ma ciò che non governiamo ci governa.
Allora meglio relazionarsi con una IA.
Diventa più facile, meno dispendioso ma…
Chiedilo all’IA.























