Oggi si è tenuto un convegno presso l’Ordine dei Medici – Chirurghi e Odontoiatri – di Napoli e provincia, a cura della Commissione Cure Palliative in Oncologia, dedicato allo stato dell’arte degli hospice. Dopo il saluto iniziale del presidente dell’Ordine, dott. Bruno Zuccarelli, si è entrati nel vivo dei lavori con l’intervento del presidente dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), dott. Franco Perrone, che ha illustrato le linee guida nazionali per i pazienti oncologici terminali.
Relazioni scientifiche e focus sul territorio
A seguire, si sono susseguite relazioni di grande valore scientifico e sociale, tra cui quelle del dott. Crispino e del dott. Maddalena, che hanno fornito un quadro preciso della situazione nella nostra regione, con particolare riferimento alla Napoli 1. Sono intervenuti inoltre altri relatori, tra cui rappresentanti dell’Azienda Ospedaliera Santobono-Pausilipon, che hanno approfondito il tema della cura e della presa in carico dei piccoli pazienti oncologici pediatrici in fase terminale. Interessanti, inoltre, le relazioni dei dott. Cispino e dott. Sommese sui trattamenti farmacologici delle cure palliative.
Il confronto con i direttori generali delle ASL
Interessante la seconda parte del convegno, che ha visto protagonisti i direttori generali delle ASL: per la Napoli 1 il dott. G.Gubitosa; per la Napoli 2 la dott.ssa M.Vanni, sostituito dal direttore sanitario; per la Napoli 3 il dott. G.Russo; e per il Santobono-Pausilipon Conenna. La sessione è stata moderata dal giornalista Raffaele Nespoli e dal presidente della Commissione, dott. Montella.









I temi chiave del dibattito
Dopo le esposizioni dei direttori, il dibattito è entrato nel vivo quando ho posto al centro della discussione alcuni temi chiave: l’integrazione ospedale-territorio, da sempre tallone d’Achille della medicina delle ASL, come sottolineato anche dal dott. Russo (ASL Napoli 3); i criteri medici e sociali per l’accesso agli hospice; il ruolo degli ospedali e delle case di prossimità (o di comunità); l’uscita dal piano di rientro; e l’utilizzo dei fondi del PNRR.
Le risposte delle ASL e i progetti in corso
Le risposte sono state articolate e supportate da dati concreti. L’ASL Napoli 2 si prepara all’attivazione del primo ospedale di comunità. Per la Napoli 1, il direttore generale ha evidenziato la forte sofferenza dei pronto soccorso, dovuta all’enorme affluenza di codici bianchi, oltre alla mancata e inadeguata retribuzione dei medici dell’emergenza. Ha inoltre ricordato la presenza di due hospice, tra cui quello del San Gennaro, diretto dal dott. Maddalena, e ha annunciato la nascita di un ospedale di prossimità nella zona est di Napoli.
Cure pediatriche e assistenza domiciliare
Il Santobono-Pausilipon ha illustrato il progetto “Angelo Custode”, che prevede la cura domiciliare dei bambini oncologici terminali, oltre all’attività dell’hospice già operativo. Particolarmente rilevante l’intervento dell’ASL Napoli 3, che dispone già di due hospice funzionanti e prevede, entro il prossimo mese di giugno, l’apertura di ben otto ospedali di prossimità, oltre alla prossima riapertura del pronto soccorso di Boscotrecase.







Il dott. Russo ha evidenziato le difficoltà di garantire un sistema sanitario uniforme in un territorio di circa 1,5 milioni di abitanti, caratterizzato da aree costiere, collinari e montane, ribadendo la necessità di rafforzare il ruolo dei medici di pronto soccorso. Ha inoltre sottolineato come circa il 70% degli accessi sia costituito da codici bianchi e verdi, dunque gestibili nei nuovi presìdi territoriali. Il direttore ha poi richiamato con forza la centralità del ruolo medico nell’assistenza, che non deve essere schiacciato dalla burocrazia, apprezzando al contempo i temi proposti per il dibattito, definiti puntuali e pertinenti.
Verso una riforma sanitaria aggiornata
In conclusione, il presidente Zuccarelli, nel ringraziare i numerosi partecipanti, ha sottolineato l’alto livello scientifico delle relazioni e la vivacità della tavola rotonda, ribadendo la necessità di una riforma sanitaria adeguata ai tempi, ancora troppo legata a modelli risalenti alla riforma Bindi del 1995. Una giornata che non è stata una semplice passerella, ma un momento concreto di confronto e proposta per il futuro della sanità campana.


























