I disturbi della salute mentale possono manifestarsi a qualsiasi età, ma spesso le prime difficoltà emergono molto prima di quanto si immagini. Ansia, depressione, disturbi alimentari e altre condizioni psicologiche possono iniziare durante l’infanzia o l’adolescenza, quando la personalità è ancora in formazione e le risorse per affrontare le difficoltà non sono sempre sufficienti.
A richiamare l’attenzione su questo fenomeno è un’analisi pubblicata da Our World in Data, basata su una vasta metanalisi scientifica che ha raccolto i risultati di 192 studi epidemiologici. I numeri evidenziano una realtà importante: circa un terzo delle persone che svilupperanno un disturbo mentale nel corso della vita manifesta i primi segnali entro i 14 anni. La quota sale a circa due terzi entro i 25 anni.
Non significa che tutti i giovani siano destinati a sviluppare problemi psicologici, ma che l’età evolutiva rappresenta una fase particolarmente importante per la prevenzione, il riconoscimento dei segnali di disagio e l’accesso tempestivo al supporto necessario.
Ogni disturbo ha i suoi tempi
L’età di comparsa non è uguale per tutte le condizioni. Alcuni disturbi tendono a manifestarsi precocemente, mentre altri possono emergere con maggiore frequenza nella prima età adulta o anche più avanti.
L’ansia sociale, per esempio, compare spesso durante l’infanzia e l’adolescenza. Secondo i dati riportati da Our World in Data, quasi l’80% delle persone che sperimenteranno questo disturbo lo manifesta per la prima volta prima dei 18 anni. Anche i disturbi alimentari, tra cui anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata, presentano una particolare concentrazione durante l’adolescenza, con un’età mediana di comparsa intorno ai 18 anni.
Altre condizioni seguono percorsi più distribuiti nel tempo. Depressione, disturbo bipolare e disturbo d’ansia generalizzata possono comparire in diverse fasi della vita. I disturbi legati all’uso di sostanze e la schizofrenia mostrano invece una maggiore concentrazione delle prime manifestazioni intorno ai vent’anni, pur potendo presentarsi anche in altri momenti.
Queste differenze dimostrano perché non sia sufficiente associare il disagio mentale a una singola fascia d’età. Occorre riconoscere la varietà delle esperienze individuali e considerare i cambiamenti emotivi e comportamentali nel loro contesto.
Riconoscere i segnali prima che diventino emergenze
Il dato più rilevante non riguarda soltanto quando compaiono i disturbi, ma le opportunità offerte da un intervento precoce. Scuola, famiglia, servizi sanitari e comunità possono svolgere un ruolo decisivo nell’individuare situazioni che meritano attenzione.
Un cambiamento persistente nel comportamento, l’isolamento sociale, difficoltà emotive ricorrenti o un rapporto problematico con il cibo non costituiscono automaticamente la prova di un disturbo. Possono tuttavia essere segnali da ascoltare, soprattutto quando interferiscono con la vita quotidiana. Evitare giudizi affrettati e favorire il confronto con professionisti qualificati può contribuire a ridurre il rischio che una difficoltà rimanga a lungo senza risposte.
La prevenzione, inoltre, non coincide soltanto con la diagnosi. Significa anche costruire ambienti nei quali bambini e adolescenti possano parlare delle proprie emozioni senza vergogna, trovare adulti disponibili e accedere a percorsi di assistenza adeguati.
I limiti dei dati e la sfida della prevenzione sulla salute mentale
I risultati richiedono alcune precisazioni. Gli studi analizzati non utilizzano sempre la stessa definizione di esordio: in alcuni casi si considera la comparsa dei sintomi, in altri il momento della diagnosi o del ricovero. La differenza è significativa: per la depressione, per esempio, l’età mediana passa da 26 anni considerando i sintomi a 31 anni considerando la diagnosi.
Inoltre, le curve statistiche descrivono la distribuzione dell’età di esordio tra le persone che svilupperanno una determinata condizione, non la diffusione del disturbo nell’intera popolazione. La ricerca presenta anche limiti geografici, perché molti studi provengono da Paesi ad alto reddito.
Resta, però, un’indicazione essenziale: la salute mentale non può essere affrontata soltanto quando il disagio diventa evidente o difficile da gestire. Investire nella prevenzione, nell’ascolto e nei servizi di supporto durante l’infanzia e l’adolescenza significa offrire maggiori possibilità di riconoscere le difficoltà e intervenire tempestivamente. Perché comprendere quando un problema può iniziare è anche un modo per evitare che venga ignorato troppo a lungo.
Fonte: Hannah Ritchie, “When do people experience mental health conditions for the first time?”, Our World in Data, 19 ottobre 2026. Dati scientifici basati sulla metanalisi di Marco Solmi e colleghi, pubblicata su Molecular Psychiatry nel 2022.
Foto di Anna Tarazevich: https://www.pexels.com/it-it/foto/numero-di-stampa-in-bianco-e-nero-6136085/

























