A Napoli è tempo di Feste Patronali, che tornano con una quarta edizione dal titolo “Beato chi le vive”. Tre anni fa l’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, nell’ottica della tutela e della valorizzazione del patrimonio immateriale della città, ha ideato, sostenuto e promosso un calendario di eventi per celebrare le Feste Patronali, che, visto il grande successo di pubblico e il grande coinvolgimento del territorio, sono diventate centrali nella programmazione dell’Ente. Dall’1 giugno al 17 ottobre, le Municipalità del territorio saranno coinvolte in un calendario di eventi nelle chiese, nelle piazze e in strada.
Feste patronali, il programma presentato a Napoli
Il programma 2026 è stato presentato a Palazzo San Giacomo dall’assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato e dal presidente della Commissione Cultura, Turismo e Attività produttive Luigi Carbone. Tra gli artisti protagonisti dei concerti e degli spettacoli, hanno partecipato alla conferenza stampa Carlo Morelli, Mario Maglione, Mr. Hyde, Stefania Lay, Benedetto Casillo, Antonello Rondi.
«La nostra città si racconta in modi infiniti, attraverso la musica e il teatro, attraverso luoghi straordinari, musei, chiese, parrocchie e monumenti, che racchiudono storie e leggende affascinanti, e attraverso la cultura del cibo tra tradizione e contaminazione, che sono diventati elementi centrali dei nostri percorsi guidati e eventi di grande successo. Noi abbiamo voluto raccontarla anche attraverso le Feste Patronali che sottolineano l’unicità e l’autenticità della nostra città, la profonda e popolare tradizione che la caratterizza. E negli anni hanno ricevuto apprezzamento da cittadini e turisti. Siamo partiti con 12 feste e un pubblico di 26.000 partecipanti e siamo arrivati a 22 feste lo scorso anno con un pubblico di 50.000 partecipanti.
Uno studio… sui Santi Compatroni
Quest’anno le feste sono 26 e il numero che aumenta è frutto di uno studio sui nostri Santi Compatroni, accanto al Santo Patrono San Gennaro e alla Santa Patrona Santa Patrizia. Napoli è la città italiana con più Santi Patroni. Le Feste Patronali sono entrate nella programmazione dell’Assessorato al Turismo su proposta dei consiglieri comunali, sono state istituite con un’ordinanza del Consiglio comunale e coinvolgono nell’organizzazione parrocchie, associazioni, cooperative, interi territori delle Municipalità.
Iniziano l’1 giugno, quindi con il ponte del 2 giugno, che quest’anno è un ponte lunghissimo, da venerdì 29 maggio a martedì 2 giugno, periodo in cui l’Osservatorio Turistico Urbano stima l’arrivo di 425.000 turisti per 3 notti, 552.000 turisti per 4 notti e 684.000 turisti per 5 notti, che, oltre a godere della grande bellezza della città, saranno travolti dalla straordinaria energia delle Feste Patronali, con gli spettacoli e i concerti dei nostri meravigliosi artisti». Così l’assessora Teresa Armato.
Complessa e di mille colori
«Napoli è una città di complessità e deve essere vissuta in tutti i suoi mille colori, come diceva Pino Daniele. Uno di questi mille colori è il patrimonio antropologico: c’è una spiccata vocazione comunitaria all’interno della grande città urbana, dove vecchi casali, vecchi sedili, vecchi quartieri sono ancora oggi simbolo di appartenenza e hanno espresso una grande ricchezza di confraternite, chiese, cappelle, che hanno poi generato un culto che si è manifestato attraverso feste che, non a caso, si chiamano patronali. E non a caso, Napoli è la città in Italia in assoluto che ha più compatroni: c’è un legame molto forte con la figura divina di intercessione – i santi compatroni appunto – tra la comunità e Dio.
Per esempio Bagnoli oggi è al centro di un grande progetto di riqualificazione ma, attraverso le Feste Patronali, non perde la propria devozione per la Madonna Addolorata, che protegge i bagnolesi ed era anche il simbolo degli operai dell’Italsider. Non possiamo non citare la Madonna del Carmine, la Madonna della Neve, Sant’Anna alle Paludi. Tutta questa ricchezza non va persa, va tutelata e valorizzata. Il Comune di Napoli, con l’Assessorato al Turismo, si mette in ascolto e non propone un programma calato dall’alto ma sostiene le Feste Patronali rispettando la centralità di queste realtà che sono testimoni della tradizione». Così il presidente Luigi Carbone.


























