Chi è il caregiver familiare? È colui che assiste volontariamente e gratuitamente un parente o convivente con disabilità grave, malattia cronica o non autosufficienza avanzata, facendosi carico delle sue esigenze quotidiane, terapeutiche e personali.
Cos’è la giornata del Caregiver?
La Giornata del Caregiver (più frequentemente celebrata a livello istituzionale come Giornata Europea del Caregiver) è una ricorrenza nata per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul ruolo fondamentale, ma spesso “invisibile”, di chi si prende cura a titolo gratuito di un familiare o di una persona cara non autosufficiente.
Gli obiettivi principali della giornata
- Riconoscimento sociale e giuridico: Dare voce a chi vive questa quotidianità, chiedendo tutele legislative, supporto economico, diritti lavorativi e contributi previdenziali.
- Denuncia del carico di cura: Riconoscere l’impatto fisico, emotivo ed economico dell’assistenza continuativa ($h24$), che spesso porta all’isolamento sociale e al burnout del caregiver.
- Semplificazione burocratica: Chiedere servizi sanitari, scolastici e locali più vicini alle famiglie e meno ostacolati da cavilli amministrativi.
La protesta a Napoli
“Non siamo invisibili, non siamo morti”: è il grido fiero e disperato con cui una delegazione di genitori, familiari e associazioni si è radunata ieri in via Santa Lucia, sotto la sede della Giunta della Regione Campania.
Non un semplice slogan, ma la denuncia di chi si sente ormai cancellato dalle istituzioni e dalla società, costretto a una lotta quotidiana e ininterrotta solo per difendere il diritto all’esistenza dei propri cari. Tra cartelli di protesta e denunce di promesse mai mantenute, i manifestanti hanno riacceso i riflettori su un’emergenza che prosegue nel silenzio generale.
Al centro del presidio non c’è solo l’estenuante fatica fisica legata all’assistenza h24, ma la devastante solitudine sociale in cui le famiglie si trovano immerse: vivere accanto a una persona con disabilità significa spesso annullare la propria individualità, veder cedere la salute sotto il peso dei ritmi assistenziali e convivere con l’angoscia costante di non contare più nulla per il mondo esterno.
Le parole di Osvaldo Barba, portavoce de “Movimento Disabili per la Pace”
Tutti a riempirsi la bocca con la Giornata dei Caregiver, ma, nei fatti, come e in che modo si viene incontro a chi vive questa quotidianità?
Una burocrazia che non ferma la sua tagliola sulle famiglie, servizi sempre poco attenti e, soprattutto, durissime battaglie da portare avanti ogni giorno presso enti locali, sanità e scuola.
Un capitolo a parte meritano i luoghi di lavoro: il riconoscimento dei propri diritti è spesso soggetto a velate o dirette ostruzioni, un’infinità di carte da presentare e continue difficoltà quotidiane. Il tutto aggravato da una normativa poco chiara che genera profonda ambiguità.
Non basta una sola giornata: servono 365 giorni di diritti.
Foto di Joelma Costa: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-donna-seduto-borsa-13021830/


























