Per “Moldova Wine Event”, il cui primo appuntamento Moldova Wine Tasting si terrà a Villa Minieri a Nola (NA) il 21 Novembre con una cena degustazione, abbiamo incontrato Camillo Bruscino, importatore e promotore dei migliori vini moldavi in Italia con la sua General Mega Group amministrata da Maia Gavrileastaia . I protagonisti indiscussi della serata saranno i vini moldavi. Un’occasione per scoprire una cultura enologica antica, affascinante e sempre più apprezzata dal pubblico italiano in una serata conviviale ed elegante.
Come nasce l’idea di portare i vini moldavi in Italia, una nazione già ricca di eccellenze enologiche proprie?
È proprio questa la sfida più affascinante. L’Italia è un mercato maturo, colto, abituato alla qualità: riuscire a conquistarlo con vini provenienti da una terra poco conosciuta come la Moldova è un’impresa ambiziosa ma entusiasmante. L’idea nasce dal desiderio di far conoscere una tradizione vitivinicola antichissima, che affonda le radici in oltre 5.000 anni di storia e che oggi unisce passione artigianale e tecniche moderne.
Quali sono le caratteristiche che rendono unici i vini moldavi?
La Moldova ha un terroir straordinario. Il clima temperato, i suoli ricchi e il giusto equilibrio tra influenze continentali e marittime creano condizioni ideali per la viticoltura. I produttori come Purcari Chateau, Castel Mimi, Chateau Vartely, Fautor e Crama Mircesti rappresentano il meglio della nuova enologia moldava: vini eleganti, complessi, con un’identità forte e riconoscibile. Ogni cantina porta una storia diversa — dal prestigio storico di Purcari, famoso già nell’Ottocento, all’innovazione di Fautor e Mircesti, che hanno saputo reinterpretare vitigni autoctoni in chiave moderna.

Parliamo del mercato italiano: come risponde il pubblico ai vini moldavi?
In modo sorprendentemente positivo. All’inizio c’era curiosità, oggi c’è vero interesse. Gli appassionati italiani riconoscono la qualità e l’autenticità di questi prodotti. Si tratta di una nicchia in crescita, alimentata da chi cerca esperienze nuove, ma senza rinunciare al gusto e alla finezza. I vini moldavi si posizionano in una fascia medio-alta, perfetti per ristoranti, enoteche e degustazioni mirate.
Qual è la strategia per far conoscere meglio questi vini nel nostro Paese?
La chiave è l’esperienza diretta. Non basta parlare del vino, bisogna farlo assaggiare, raccontarlo e condividerlo. Da qui nasce il “Moldova Wine Tasting ”, che unisce degustazione, cultura e spettacolo. Il primo appuntamento a Villa Minieri sarà una serata speciale, con una cena degustazione dedicata ai cinque grandi produttori moldavi, accompagnata da musica dal vivo e momenti di intrattenimento. I commensali riceveranno anche un cadeau esclusivo: un box degustazione con una selezione dei vini protagonisti.
L’export è in crescita per i vini moldavi. Quali prospettive vede per il futuro?
Decisamente sì. La Moldova oggi esporta in oltre 70 Paesi e l’Italia rappresenta un mercato strategico per qualità e visibilità. Il trend è positivo: c’è spazio per crescere, soprattutto se si punta su eventi, formazione e storytelling. Noi non vogliamo competere con l’Italia, ma dialogare con essa: offrire qualcosa di diverso, che completi la ricchezza del panorama enologico mondiale.

Cosa deve aspettarsi chi parteciperà al Moldova Wine Tasting?
Un’esperienza multisensoriale. Sarà un viaggio tra aromi, tradizioni e suggestioni musicali. Ogni calice racconterà una storia: quella di una terra piccola ma generosa, di vignaioli appassionati e di un prodotto che sa stupire. E, perché no, anche un pizzico di fortuna: durante la serata ci sarà un’estrazione con un premio finale, per chiudere in bellezza una notte dedicata al fascino del vino moldavo.
In una parola, come descriverebbe il vino moldavo?
Autenticità. È un vino che parla di radici, di identità, di rinascita. E credo che proprio questo, oggi, sia il segreto del suo crescente successo.
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