Un giallo colorato di rosso
Oltre l’ombra dei colori di Carlo Morriello è il libro d’esordio dell’autore, una storia avvincente che conduce il lettore in un immaginario fatto di arte, storia napoletana e psicologia. Carlo Morriello, classe 1969, è napoletano e risiede in provincia di Treviso. Tra le sue passioni ci sono la pittura, la letteratura e la scrittura, che nel romanzo si fondono e si amalgamano magistralmente, per regalare al lettore, oltre a una storia di suspense, anche tanta bellezza.

Oltre l’ombra dei colori narra la storia del giovane Michele, un pittore che è alla ricerca di una svolta nella sua carriera. Il libro è ambientato nella Napoli di fine Ottocento, ricca di suggestioni, fascino e superstizioni. La svolta sembra arrivare quando al giovane pittore gli viene affidato il prestigioso incarico di realizzare un affresco nel monastero di Santa Chiara. Ma la sfida è grande: l’opera deve terminare in 3 settimane. Con l’apertura dei lavori iniziano anche una serie di eventi inaspettati, superstizioni su artisti che hanno perso il senno e un passato scomodo che riemerge.
Come di consueto, ringrazio Carlo Morriello per questa intervista ricca di informazioni sul romanzo, che ci ha permesso di approfondire anche diversi aspetti della sua vita, tra cui le passioni e i progetti futuri.
“Oltre l’ombra dei colori” di Carlo Morriello
Salve Carlo, Oltre l’ombra dei colori è il suo romanzo d’esordio. Volendo dare ai lettori un’indicazione sul genere del suo libro come lo definirebbe?
Buongiorno a te, Francesca. Credo che nel mio romanzo confluiscano diversi generi, da quello storico al romanzo di formazione, da quello noir al mystery. Generalmente è stato definito un thriller psicologico, ma – come lo ha efficacemente definito un lettore – è un giallo colorato di rosso, volendo dire che a una vicenda che può ricondursi al genere giallo, si affianca e si mescola una storia d’amore, declinato in varie forme. Sento di condividere questa interpretazione perché in fondo, anche nel mio libro l’amore si impone sulla vicenda e sui personaggi.
Lei è un insegnante e ha scritto altri testi che non ha mai pubblicato. Cosa l’ha spinta a “esporsi” con Oltre l’ombra dei colori? C’è stato un evento, una decisione che l’ha stimolata a pubblicare?

Sì, forse apparirà semplice, ma dopo aver scritto diverse storie che non mi convincevano, lo stesso “Oltre l’ombra dei colori” mi ha stimolato a pubblicare. In questa storia ho cioè creduto fin da subito, mi convinceva via via che la scrivevo e, al tempo stesso, mi incuriosiva e mi stimolava. Ogni elemento, poi, presente nella storia, anche il più semplice, aveva un ruolo e un peso. Sentivo, insomma, che la vicenda narrata era per me interessante, avevo lavorato molto per costruirne il mondo narrato e caratterizzarne i personaggi; insomma, “funzionava”. Questo mi ha convinto a “uscire allo scoperto”.
Qual è stata la parte del romanzo che l’ha appassionata di più mentre scriveva?
Ce ne sono tante. Ogni parte ha avuto l’attenzione dovuta, ma forse quella che maggiormente mi ha appassionato è stato l’epilogo. Lì trovano significato, conclusione e ragion d’essere i tanti elementi dell’intreccio. Il romanzo è stato – come dire – una specie di spartito che ha preparato il lettore al gran finale. È stato davvero bello ed emozionante, oltreché catartico, scrivere quella parte.
Il protagonista del suo libro, Michele, è un pittore e tutte le vicende che lei narra sono intrise di arte. Da dove nasce questa passione?
La passione per l’arte mi accompagna da sempre. Disegno dall’età di nove anni e, dopo le scuole medie, mi è sembrato naturale iscrivermi al liceo artistico. In sostanza, in ordine di tempo, la passione artistica è venuta prima di quella umanistica e narrativa. Quando poi queste ultime hanno, come dire, preso il sopravvento, il disegno e la pittura hanno avuto via via un ruolo marginale. Tuttavia, uno degli scopi che mi ero proposto scrivendo “Oltre l’ombra dei colori” è stato proprio il riascoltare la mia prima passione e ridarle, sebbene sotto altra forma espressiva, lo spazio che meritava.
Tornando al romanzo, per Michele Castaldo l’arte è prima di tutto passione e strumento di riscatto sociale, ma ben presto si trasformerà in sofferto strumento di conoscenza che andrà ben oltre le sue stesse intenzioni.

C’è un personaggio del suo libro a cui si sente particolarmente legato?
Sono legato a tutti i personaggi. Dovendo comunque sceglierne uno, e tralasciando il protagonista, forse sono particolarmente legato al conte Arinaldi, personaggio di spessore, colto e raffinato, autorevole ed enigmatico. Conosce la vita perché ha sofferto molto e, pur nella sua compostezza e aplomb, lascia spesso trapelare emozioni, comprensione ed empatia.
Molti scrittori specificano che con il loro romanzo intendono lasciare un messaggio ai lettori. È anche il suo caso? Oltre l’ombra dei colori ha, secondo lei, diversi livelli di lettura?
Michele, pur di fronte alle difficoltà che gli si presentano nella vicenda, non smette mai di porsi interrogativi. Il suo desiderio di conoscere oltre le apparenze rappresenta ciò che ciascuno di noi dovrebbe fare: cercare un senso alla propria vita, cercarne la verità, senza mai smettere di credere nell’amore e nella speranza. E noi non solo lo accompagniamo in questo viaggio, ma dovremmo anche compiere qualcosa di analogo. Ecco, questo è il messaggio che vorrei trasmettere ai lettori: non smettere mai di cercare il senso e lo scopo della propria vita.
Per quanto riguarda i livelli di lettura, sì, ce ne sono diversi: da un livello artistico a uno storico, da uno psicologico a uno di formazione. Il fil rouge che tiene insieme i diversi livelli è forse il cammino di progressiva consapevolezza che il protagonista compie verso la propria identità.
Quali sono i tuoi programmi imminenti?
In merito a “Oltre l’ombra dei colori” a breve partirà un booktour di presentazioni e firmacopie. E dopo aver vissuto la bellissima esperienza del Silent reading party lo scorso 15 luglio al Gran Caffè Gambrinus di Napoli, sarò di nuovo nella mia città, questa volta nella “Sala rari” della Biblioteca Nazionale di Napoli Vittorio Emanuele III. Vi aspetto tutti il 16 ottobre 2025 alle ore 16:00!























