Oggi a Napoli si è riproposto, come di consueto, il miracolo della liquefazione di San Gennaro. Avvenimento che si ripete tre volte l’ anno: il 19 settembre per la città il 15 dicembre per la chiesa, e infine la prima domenica di maggio per il mondo intero. Bisogna dire che il miracolo di San Gennaro non avviene soltanto oggi e non è legato solo a un orario tra le 9,35 e le 10,30 del mattino. Esso è vissuto e atteso anche nei giorni precedenti.





San Gennaro, l’importanza del miracolo
Ogni napoletano parla, ne discute con chi incontra, ci riflette e ci ripensa nell’ultima settimana, quella che và dal giorno della festa di Santa Maria fino al giorno del Santo.
Ogni napoletano che si rispetti teme per la possibilità che il miracolo non avvenga. È una partecipazione che tutti, piccolo, grande giovane, anziano, disilluso porta nel cuore.
Il miracolo è questo attaccamento che la città ha verso il proprio patrono, l’affetto che va al di là delle credenze, della religiosità fatta di espressioni sociali. È un affetto, una considerazione che nasce nel pensiero stesso della città, è come il Vesuvio, come la pietra lavica, come i ricordi greci e latini che ci portiamo nel cuore, di quell’ amore dato fino alla perdita della propria vita.
Le parole del cardinale Battaglia
Il cardinale Battaglia oggi ha voluto ricordare che questo grande amore non può accettare il genocidio che sta avvenendo nelle guerre che torturano il Medio Oriente, Israele, Palestina, Gaza. Una lotta in cui le persone più deboli stanno perdendo tutto, in cui la società sta perdendo risorse e giovani, mamme e bambini, uomini e la memoria degli anziani.
In cui tutto si perde e viene versato il sangue che non porta benefici, è un sangue che si perde. Come ha detto Battaglia è il sangue dei bambini di Gaza quello che oggi San Gennaro con la sua presenza ha voluto ricordare, non possiamo più permettere che tali fatti avvengano.
Il cardinale ha anche riproposto un video messaggio del vescovo di Gaza che chiedeva di intercedere perché la guerra trovi pace.
Speriamo non vada vano.
Crediti foto: Comune di Napoli
























