Senza continuità, c’è un punto interrogativo che mi perseguita.
Il più grande spreco non è fallire. È interrompere ciò che avrebbe potuto diventare vita.
Quante vite si perdono… non perché finiscono, ma perché le lasciamo a metà?
Quante amicizie, quanti sogni, quante passioni. Quante promesse fatte a se stessi. Rimangono lì e semplicemente… vengono abbandonate.
Senza continuità: questa è la nuova indagine.
C’è un’idea che il nostro tempo ci ha insegnato.
Se qualcosa ti annoia, cambia. Se è difficile, lascia perdere. Se richiede tempo, cerca qualcosa di più veloce. Se smette di emozionarti subito… passa oltre.
Sembra libertà. Che illusione!
Forse è solo incapacità di restare
Mi sono imbattuta nell’importanza di perseguire una sequenza corretta (la principale scoperta MLBsystem® è la sequenza stabile). Un insieme di azioni che se usate come un “righello”, portano a concludere, a portare a termine, a completare.
Osservo: si sono susseguite solo “epoche degli inizi”. Iniziazioni, avvi, nuove imprese. Tutti iniziano, mai che nessuno concluda. Un corso nuovo. Un libro nuovo. Una relazione nuova. Un lavoro nuovo.
Una versione nuova di sé. Eppure si è sempre più poveri di ciò che conta davvero.
Perché ciò che conta non nasce quando inizi. Nasce quando resti per raccogliere gli effetti delle tue azioni. Pensaci!
Un albero non cresce perché qualcuno ha piantato un seme. Cresce perché quel seme viene annaffiato. Ogni giorno, per mesi, per anni. E la sua gioia si sprigiona se ancora qualcuno disposto a raccogliere i suoi frutti. Pensa al povero albero che desolazione proverebbe se dopo essere stato tanto accudito dopo tutto il suo impegno, l’uso di tutte le sue potenzialità, non vedesse nessuno con cui partecipare il suo momento glorioso: il momento dell’esplosione dei suoi talenti.
Tu che faresti al suo posto?
La natura non vive senza continuità
La natura conosce una legge che sembra essere stata dimenticata dagli esseri che abitano questo pianeta: non esiste vita senza continuità.
Nessuna cosa a cui non si dà un seguito, riesce a mantenersi viva. E ciò che non rimane vivo, mina la fiducia.
E allora perché pretendi che la tua vita sia diversa?
Perché non resti per raccogliere frutti dove hai seminato? E soprattuto, perché pretendi di raccogliere frutti dove non hai dedicato la tua attenzione. Se continui a distrarti su altre direzioni disperdendo le tue energie, forze, e “acqua”, quale raccolto ti attenderà?
E pensi che i legami funzionino in modo diverso?
Questo vale per un progetto sì certo. Per la realizzazione di una idea, anche. Ma vale anche per le relazioni, per i legami.
Abbiamo già scoperto che si può fuggire dai legami; che si può restare fuori dalla vita.
Ora arriva il nemico più silenzioso della gioia di vivere: la dispersione.
Quella che ti fa credere di vivere tanto… quando in realtà non stai costruendo niente.
E con questo abbiamo terminato la ricerca su ciò che mina la gioia di vivere, elemento fondamentale per restare umani.
Restare è donarsi senza timori
Perché la gioia di vivere non nasce dall’accumulare esperienze. Nasce dal permettere alle esperienze di trasformarti. E la trasformazione ha bisogno di cose che oggi sembrano quasi fuori moda: la fedeltà e la fiducia.
Fedeltà a una persona. Fedeltà a un progetto. Fedeltà a una ricerca. Fedeltà a una parola data. Fedeltà perfino alla fatica.
La continuità non è ostinazione
È amore! Solo ciò che ami davvero continui a coltivarlo anche quando l’entusiasmo iniziale svanisce.
Ed è solo questa sequenza a generare la fiducia in te, nelle tue capacità e negli altri.
Questo tempo, invece, educa al contrario.
Insegna che tutto è sostituibile, che tutto è aggiornabile, che tutto può essere cambiato con qualcosa di nuovo, senza impegno, senza profondità, senza azioni continuative.
Persino se stessi. Un ritocchino dal chirurgo e il gioco è fatto. Tutto subito, tutto “adesso”, senza coltivare nulla di sé.
Ma ogni volta che interrompi qualcosa solo perché è diventato impegnativo…interrompi la sua crescita, ma anche una parte della tua: lasci sospesi.
Ed i sospesi costano, tanto quanto i comuni “debiti”.
Hai agito seguendo l’entusiasmo e questo è giusto, ma poi è necessario dare un seguito.
Eh sì, è proprio dopo l’entusiasmo che comincia la costruzione. Ed è lì che molti se ne vanno.
La gioia di vivere non è figlia dell’euforia. È figlia della continuità. Nasce quando torni. Quando prosegui. Quando scegli ancora quella persona, quella situazione, cercandone altre angolazioni. Ancora quel progetto. Ancora quella strada.
Anche oggi!
Non c’è gioia senza continuità
Non stupirti dunque se la gioia di vivere ti ha abbandonato, non stai raccogliendo i frutti delle tue semine. Hai deviato il tuo tragitto, hai lasciato il tuo campo scoperto, hai seminato troppo, andando altrove ogni volta, senza darti il tempo della giusta raccolta.
I tuoi frutti sono diventati ricchezza altrui e come puoi pensare che la tua gioia di vivere sia nutrita?
E ti rivelerò di più: la continuità è uno dei più grandi atti di umanità. Solo gli esseri umani sanno dare significato al tempo. Trasformare un gesto ripetuto in una storia. Una storia in un’identità. Un’identità in una vita.
Quando interrompi continuamente…la tua storia non si scrive.
Si frammenta!
Diventa una collezione di inizi senza seguito. Di entusiasmi senza maturità. Di promesse senza memoria. E lo sappiamo cosa vuol dire non avere ricordi.
Qui che la gioia di vivere trova uno dei suoi nemici più nascosti.
Senza continuità non perdi soltanto i risultati
Perdi la possibilità di diventare una persona intera.
La tua identità non nasce da ciò che inizi. Nasce da ciò che continui e completi.
Guarda le persone che ammiri di più. Quelle che trasmettono serenità. Solidità. Profondità.
Non sono persone perfette!
Sono persone che sono rimaste. Sono rimaste accanto a qualcuno. Accanto a un ideale. Accanto a un valore. Perfino accanto alle proprie fragilità.
Forse è proprio questo che manca oggi.
Non il talento. Non le opportunità. Non l’intelligenza.
Manca la capacità di attraversare il tempo senza cambiare direzione a ogni difficoltà.
Allora la domanda cambia. Non è più:
“Cosa vuoi fare della tua vita?”
È molto più scomoda.
Per cosa resti fedele?
Perché è lì che nasce tutto. La gioia di vivere non cresce nella novità continua. Cresce nella cura continua. Nella presenza che ritorna. Nel coraggio di non scappare quando l’entusiasmo lascia il posto alla responsabilità.
E tu?
Stai collezionando inizi… o stai costruendo una vita?
Perché il contrario della continuità non è il cambiamento. È la dispersione. E la dispersione è uno dei nemici più silenziosi della gioia di vivere. Non perché ti toglie qualcosa, ma perché non permette a nulla di diventare davvero parte di te.
E tu meriti di essere una persona intera, non lo dimenticare.
Se vuoi conoscere la formula magica per imparare l’arte della continuità, seguimi anche sui miei social, potrai conoscere tutte le attività dell’iniziativa M.A.T.A. e potrai anche interagire con me. Scopriremo insieme come Mettere Azioni Talenti e Attitudini fa scoprire che l’umanità è la vera soluzione.

Per comprendere meglio tutte queste cose che ti racconto e le tue tecnologie umane, leggi le opere della mia autrice 😉
note: le conoscenze contenute in questo articolo fanno riferimento alla ricerca ventennale di MLBsystem®
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