Dall’analisi contenuta nel rapporto “(Dis)armati. Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà”, realizzata dal Polo Ricerca di Save the Children con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group ETS emerge un quadro frastagliato che da un lato fotografa i cambiamenti nell’intensità e nelle modalità della violenza agita dagli adolescenti, da soli o in gruppo, dall’altro segnala l’aumento della permanenza prolungata dei minori nel sistema penale di giustizia minorile, anche in seguito all’attuazione del Decreto Caivano.
La geografia dei reati violenti commessi da minori
Prendendo in considerazione i dati sul numero di minorenni di 14-17 anni denunciati o arrestati si registra un aumento di 14-17enni segnalati per rapina: 3.968 nel 2024, più del doppio rispetto al 2014, in crescita in quasi tutte le regioni del centro e del nord Italia, in particolare in Valle d’Aosta (+3 ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni), Emilia-Romagna (+2,65 ogni mille), Friuli Venezia-Giulia (+2,42 ogni mille) e Liguria (+2,34 ogni mille), con le sole eccezioni di Piemonte (-0,39 ogni mille) e Lazio (-0,54 ogni mille). Il dato del primo semestre 2025 (2.364) conferma il trend in aumento, con un’incidenza maggiore in Emilia-Romagna (3,06 ogni mille abitanti), Lombardia (1,7 ogni mille), Liguria (1,44 ogni mille) e Toscana (1,38 ogni mille). Sempre nel primo semestre 2025, tra le città metropolitane spiccano: Milano (294 minorenni denunciati o arrestati), Roma (124), Bologna (103) e Torino (85).
Lesioni e denunce
Sono 4.653, invece, i minori denunciati o arrestati per lesioni personali (di cui 592 ragazze), quasi il doppio rispetto a dieci anni prima, in crescita costante in tutte le regioni, come indicano anche i 2.425 casi del primo semestre 2025. L’incidenza maggiore in Friuli-Venezia Giulia (2 ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni), Emilia-Romagna (1,89 ogni mille) e Valle d’Aosta (1,63 ogni mille) e, tra le città metropolitane, sempre nel 1° semestre 2025, Milano (129 minorenni denunciati o arrestati), Roma (75), Torino (83) e Bologna e Napoli (73).
I minorenni denunciati o arrestati per rissa registrano un aumento che sfiora il 100% tra il 2019 e il 2024, con 1.021 segnalazioni, di cui 955 ragazzi, con un’incidenza maggiore in Molise (1,21 ogni mille abitanti nella fascia 14-17 anni). Nel primo semestre 2025 sono 507 i minorenni segnalati, in linea con l’anno precedente. Le città metropolitane più coinvolte nello stesso periodo sono: Milano (33 minorenni segnalati), Genova (32) e Palermo (31).
Il gruppo, i social media e la musica
Un elemento comune che attraversa la galassia della violenza giovanile è che la violenza di strada non è più confinata alle aree di marginalità estrema, ma coinvolge anche ragazzi provenienti da famiglie e ambienti socialmente integrati, senza distinzione tra ricchi e poveri, italiani, anche di seconda generazione, e stranieri.
In questo contesto, i social media diventano strumenti per convocare, coordinare e selezionare i luoghi e i tempi dello scontro, costruire alleanze o rivalità. In alcuni contesti, diventano anche canali di contatto con mercati illegali e ambienti di radicalizzazione.
La musica svolge un ruolo significativo: trap, rap e, in alcuni contesti, il neomelodico sono linguaggi con cui esprimere rabbia, marginalità e desiderio di riscatto. Per molti adolescenti, la musica è un modo per essere ascoltati in un mondo adulto che probabilmente li considera già irrecuperabili.
Minori e criminalità organizzata
Nei primi sei mesi del 2025 i minori denunciati o arrestati per associazione mafiosa sono 46, a segnalare un possibile preoccupante aumento rispetto al 2024, quando sono stati 49. Dei 46, quasi la metà si registrano a Catania (15) e a Napoli (6).
Ad allarmare anche l’aumento, in alcuni territori, dei minori denunciati o arrestati per omicidio (passati da 102 nel 2014 a 193 nel 2024), con un’incidenza maggiore in Campania (0,15 ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni) e con 27 minorenni segnalati a Napoli nel primo semestre 2025 (erano stati 28 in tutto il 2024).
Le città di indagine: Roma e Milano
L’indagine di Save the Children contiene approfondimenti su alcune grandi città italiane e una piccola città di provincia al fine di mostrare come il fenomeno della violenza minorile non riguardi più solo le grandi città metropolitane.
A Roma, nei primi sei mesi del 2025 sono 45 i minori segnalati per porto abusivo d’armi (96 nel 2024), 75 per lesioni personali (167 nel 2024), 124 per rapina (178 nel 2024) mentre le risse sono passate da 27 nel 2019 a 86 nel 2024. Sono diminuiti, invece, gli omicidi, da 17 nel 2014 a 5 nel 2024.
Gli scontri in città sono spesso legati a conflitti che nascono sul momento e a dinamiche relazionali, sia in periferia che nelle zone centrali. “Ci sono anche figli di buona famiglia che finiscono per organizzarsi in piccole bande e commettere reati”, commentano i magistrati.
Nel corso del 2025, si sono registrate anche aggressioni in alcune scuole: “Spesso siamo di fronte all’incapacità delle ragazze e dei ragazzi di gestire la relazione con gli altri, il consenso e il rifiuto, la rabbia e la frustrazione, oppure di avere un rapporto sano con lo smartphone” raccontano gli insegnanti.
A Milano, nei primi sei mesi del 2025 sono 294 i minori denunciati o arrestati per rapina (571 nel 2024), 129 per lesioni personali (267 nel 2024), 33 per risse, 95 per porto abusivo d’armi (con un incremento del 455% in dieci anni, da 27 nel 2014 a 150 nel 2024).
Il conflitto fisico diventa spesso una modalità di interazione, nelle zone della movida come in periferia. Non più le cosiddette “baby gang”, ma gruppi a geometria variabile, in cui la violenza diventa occupazione simbolica della città, proprio dei luoghi dove si sentono esclusi: Corso Como, piazza Gae Aulenti, City Life, Duomo.
Napoli e Bari
A Napoli sono 27 i minori denunciati o arrestati per omicidio nel primo semestre del 2025, un valore che ha quasi raggiunto il totale di quelli registrati nel 2024 (28), anno in cui si è registrato un aumento rispetto al 2019 (quando sono stati 13). Anche i dati sul porto abusivo d’armi (73 nel primo semestre del 2025, e più che raddoppiati tra il 2014 – 65 – e il 2024 – 152), lesioni personali (73, 147 nel 2024) e risse (18, 42 nel 2024) confermano una città dove la soglia dello scontro si è alzata in maniera preoccupante.
Il ferimento e gli omicidi tra giovanissimi non erano mai stati così frequenti, anche in zone come Sanità e Quartieri Spagnoli. Ragazzini di 14 o 15 anni vengono arruolati dalle organizzazioni criminali perché costano meno, espongono meno gli adulti e garantiscono una pressione continua sul territorio.
Secondo i dati del Servizio Analisi Criminale, a Bari nel primo semestre del 2025 sono tre i minori segnalati per associazione mafiosa, un segnale, secondo gli esperti, che indica una riattivazione delle dinamiche di clan sul territorio.Sono 13 i minori segnalati nel primo semestre 2025 per porto abusivo d’armi, a suggerire un trend in linea con il 2024 (27) e in aumento rispetto a dieci anni fa quando erano 8, 45 per lesioni personali (76 nel 2024), 18 per minaccia (31 nel 2024), 5 per estorsione (7 nel 2024). “Il linguaggio è quello della sopraffazione” spiega Valeria Montaruli, Presidente del Tribunale per i minorenni di Bari, che osserva come negli ultimi anni la procura affronta procedimenti che riguardano anche under 14 per aggressioni, rapine, spedizioni punitive, con una trasversalità della violenza rispetto ai ceti sociali.
Foto di cottonbro studio: https://www.pexels.com/it-it/foto/donne-che-vanno-sullo-skateboard-nello-skatepark-10669817/






















