C’è terra nella terra in cui non vivo
che sento mia lo stesso,
pur non essendo casa mia e lontana.
La sento fare un toc muto, sommesso,
profondo, ha messo in me gelo e radici,
tristezza germogliando, insieme all’ansia
perché ci sia giustizia almeno in cielo.
Ho accolto di quei luoghi lutto e pianto,
trattengo la sua storia in fondo all’anima,
come un sommerso canto.
Pianto non mio, s’esanima
nella mia voce, in più di mille voci,
da fosse vuote e croci senza nome.
Disperse vite morte dentro l’onda,
fino a arrivare al mare,
dal Toc, che sembra il battito di un cuore
contratto, stanco, sordo,
e attende ancora pace.
Toc fece il monte Toc
che si schiantò, già sfatto nel suo nome,
sopra la diga immensa, eppure infranta.
Mia terra non più mia in un momento,
ché poi fu l’onda nera, a sera fonda,
a cancellare più paesi e case,
cose, persone e bimbi intenti ai giochi.
Non fu concesso che un breve spavento
svanito insieme all’onda insieme al vento.
Foto di Marek Piwnicki: https://www.pexels.com/it-it/foto/maestosa-montagna-dolomitica-al-tramonto-31346405/


























