I racconti e i versi che state leggendo in questo fine settimana, sono ispirati nuovamente da un gioco di scrittura, pensato per l’estate, dal titolo: Parole regalate.
Le parole di questa settimana sono scelte da Flavio Ferraro: amore, arrotino, falce, bicicletta, donne, chiacchiere, vestito.
Donne… – di Edoardo Ancona
“Donne! È arrivato l’arrotino!” Poche chiacchiere, prendiamo la bicicletta e andiamo…
Un attimo amore non sono ancora vestita! Non importa, ti vestirò di baci sotto la falce della luna.
Holly & Doug di Lodovico Scapin
Holly Wood e Doug Jones andavano, ed erano sempre andati, d’amore e d’accordo. Divergenze cinematografiche a parte.
Socia onoraria, Holly, della community CUORI
SOLITARI AFFRANTI E INFRANTI, non lesinava lei sospiri e struggimenti per:
a) donne sole
b) donne sole e disperate
c) donne sole disperate e sedotte e abbandonate. Presidente monocratico e membro unico del CLUB DELL’ ARROTINO, Doug; che fossero pugnali, coltelli, asce, falci, scimitarre, alabarde o ghigliottine, non faceva per lui il un molta differenza.
Forte di un luminoso passato “peace and love”, vestita di poesia, era la loro, una storia d’amore assolutamente blindata e solidissima. Ohie! mica pizza e fichi o chiacchiere e distintivi! Custodivano le anime di Holly e Doug la profonda, inossidabile convinzione che loro mai sarebbero diventate le controfigure viventi dei coniugi Roses o dei coniugi Smith, o dei coniugi Torrance, anzichenò!
Qualsivoglia avversità avesse avuto in serbo per loro il destino, mai e poi mai, Holly Wood avrebbe affondato le sue forbici da giardinaggio nei copertoni della bici da cross total-black
di lui; mai e poi mai, Doug Jones avrebbe affettato con il suo machete le scarpette rosse da ballo di lei.
E questo è vero amore!
Un secondo amore – di Michele Laperuta
Finalmente era domenica mattina. Indossato il vestito della festa, saltò in sella alla bicicletta e, senza dare importanza al chiacchiericcio di paese, si diresse verso il suo secondo amore.
Con il sorriso, che non mancava mai, salutava tutte le donne che incrociava sul cammino, quasi tutte dirette verso la piazza principale ove stazionava il furgoncino dell’arrotino che, già dalla buon’ora, aveva iniziato a svegliare tutti con il suo megafono, la sua voce e il suo messaggio che, tutt’ora, è rimasto di moda nonostante l’ampio arco di tempo trascorso da allora.
Eccolo giunto davanti al luogo dell’incontro con il suo secondo amore.
Emozionato e guardingo come sempre.
C’erano, infatti, in paese occhi indiscreti che non lo vedevano di “buon occhio” per la sua passione.
Bussò. La porta si aprì. E si ritrovò di fronte la falce e il martello della sezione del partito comunista del paese.
Le donne col vestito di casa – di Rosa Muggiano
L’arrotino si annunciava
poco prima di mezzogiorno , pedalando su una vecchia bicicletta, aveva a bordo una radio portatile che trasmetteva canzoni d’amore: mi ricordo quella di Patti Pravo “ Tu mi fai girar … come fossi una bambola…
Le donne col vestito da casa, si avvicinavano riempiendo l’aria con le loro chiacchiere
Anche mio padre qualche volta gli portava la falce da affilare
che serviva in campagna per tagliare erbe, piccoli rami secchi con cui confezionare scovolini per togliere la fuliggine dal camino o dal forno di pietra e mattoni.
Portava nel vicinato assolato e silenzioso una ventata di novità, una sorta di atmosfera da mercato che però durava poco più di mezz’ora.
Qualche anno dopo l’arrotino lo vidi anche a Milano; dal piccolo furgone, con l’altoparlante e senza scendere proponeva pulitura di fornelli, cucine a gas,affilatura di forbici e lame di vario tipo. Giovane sposina, istintivamente correvo al balcone e la voce dell’altoparlante subito si dileguava fino a scomparire dietro l’angolo della via cittadina.
Amore, amore di Marco Mora
Amore, amore!… Il mio
ricordo e il mio pensiero
è ormai talmente smussato
come di metallo
consumato che neppure
il miglior arrotino
potrebbe ridagli un po’
di affilettatura neppure se
gli fosse così facile
lavorare come sul tagliente
di una falce e a
pedale sulla mola della
bicicletta ci fosse altro
che Fausto Coppi, così
senza possibilità, allora
del ricordo. Così,
finalmente, in questo
bianco deserto d’idee.
Chiacchiere e sospiri – di Maria Iarussi
Un giorno in paese
spuntò un aitante
arrotino in bicicletta, con
lo speaker che gracchiava “donneeeee
è arrivato l’arrotino!”. Dalle
finestre volarono chiacchere e sospiri.
Una, in vestito
leopardato, gridò: “Affili
anche l’amore?”. Lui alzò
una falce arrugginita e
disse: “Solo se non è
troppo consumato”.
Immagine di copertina per Setteversi concessa da: Flavio Ferraro























