Addio a Arrigo Lora Totino, il poeta verbovisuale

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E anche il poeta verbovisuale Arrigo Lora Totino ci ha lasciato. Era nato a Torino il 3 agosto 1928  dove è deceduto due giorni fa. È considerato uno dei padri della poesia sonora italiana. Con chi scrive s’intercorsero più di quindici anni di amicizia e collaborazioni, materializzati soprattutto attraverso le pagine della rivista «Risvolti» che dirigo da quasi un ventennio, dove in più di un fascicolo si trovano diverse pagine che ospitano suoi scritti. Addirittura nel novembre 2002 gli fu dedicato il n. 9.

Nel 1959 fondò con altri «Antipiugiù», rivista di letteratura sperimentale, che diresse fino al 1966. Nel 1964, col musicista Enore Zaffiri e il plastico Sandro De Alexandris, fondò lo “Studio di Informazione Estetica” per la ricerca di interrelazioni fra poesia visuale e sonora, plastica e musica elettronica e per la diffusione di opere costruttiviste.



Nel 1966, invece, fondò e diresse «Modulo», rivista di cultura contemporanea, curando il primo numero come antologia internazionale di poesia concreta. Nello stesso anno curò l’esposizione di poesia visuale presso la Facoltà di Architettura di Torino e l’anno dopo, con Adriano Spatola e Franco Verdi, altri due esponenti della poesia visuale in Italia, “Esposizione internazionale di poesia sperimentale” all’Università Popolare di Castelfranco Veneto.

Nel 1969 curò l’esposizione di poesia concreta presso Ca’ Giustinian, nell’ambito della Biennale di Venezia.

Con Sergio Cena nel 1978 organizzò e curò, per conto della casa discografica Cramps Records di Milano, Futura, poesia sonora, antologia in sette dischi LP, con presentazione storico-critica dal Futurismo alle ricerche contemporanee.

Con lo stesso Cena nel 1993 pubblicò Gazzetta di gazzarre, gazzarra di gazzette (Sapiens, Milano), opera in versi e prose. Dal 1974 elaborò una serie di performance di “poesia ginnica” e di “poesia liquida” e dal 1976 una serie di mimodeclamazioni di testi dell’avanguardia storica, dal Futurismo al Dada, dallo Zaum russo all’Espressionismo, dal Lettrismo al Concretismo. Nel 1980 curò per la seconda rete della RAI TV la serie Il colpo di Glottide in 13 puntate sulla poesia sonora.

Ha pubblicato molti testi di poesia visuale sia in bianco e nero che a colori o anche in plexiglas a tre dimensioni: Fonemi plastici (Multiart, Torino, 1967), Situazioni plastico-verbali (Studio d’Informazione Estetica, Torino, 1969), Il liquimofono, congegno generatore di musica liquida e la poesia liquida, inflessioni tuffate dell’idromegafono, con Piero Fogliati (id. e Scheiwiller, Milano, 1968), Cromofonemi iridescenti (Tuttagrafica, Torino, 1977), Incandescenze, itinerari litoranei (La Nuova Foglio, Macerata, 1978; Sapiens, Milano, 1992), Les roseraies à rosaces (Il Trisegno, Piacenza, 1983; Sapiens, Milano, 1992); Musica Musiva (Ed. Elleci, Roma, 1985); Fluenti traslati, concertazione drammatica in 4 tempi (Morra Edizioni, Napoli, 1988), Luce ombra (autoed., Torino, 2001), Typewriter art dattilogrammi poèmes mécaniques (autoed., Cherasco, 2001). Nel 1996, per conto della Regione Piemonte, il critico Mirella Bandini curò una retrospettiva dell’attività di Lora Totino presso il “Circolo degli Artisti” di Torino. L’anno scorso lo vide protagonista di una mostra antologica alla galleria “Barriera” di Torino di sue opere dal 1962 al 1982, a cura di Giorgio Maffei e Patrizio Peterlini.


Diverse sono state le curatele di poesia sonora in CD e musicassette (Storia della poesia sonora, “Baobab” 18, Reggio Emilia 1989; Alle fonti della poesia sonora, “Baobab” 12, Pubbliart Bazar, Reggio Emilia s.d.; Sentieri interrotti. La parola parlata, melodia e tumulto, Museo Civico di Bassano del Grappa, 2000); come autore vanno ricordati almeno Oggi Poesia Domani, “Baobab” 3, Ed. Pubbliart Bazar, Reggio Emilia, 1979; “Baobab” 6, Ed. Pubbliart Bazar, Reggio Emilia, 1981; Fonemi, Alga Marghen, Milano 2001. Sapeva anche giocare con le parole Lora Totino, al limite dell’ironia, come si denota da questi versi: «quando lo sguardo inguaina una guancia /il sangue langue e languido sgotta, /guato la gola, angoscia m’angustia /all’inguine ove sguiscia di sguincio /l’angue e clangor di guerre mi fingo /e m’affiguro zagaglie sghembe, /guglie d’aghi in sguscianti sgualdrine, /unguenti di lingue a guarnir l’inguine: /guizza la lingua e nel guado sguazza, /nel guaìme di guazza sgavazza /e slarga allunga allaga la plaga…» (Poemaingh).


Per tracciare un profilo che vada al di là della nota biografica, e per non essere troppo coinvolto emotivamente, chiedo aiuto a Maurizio Spatola, amico comune del compianto Arrigo: «aveva cominciato nella seconda metà degli Anni 60 a esibirsi in surreali performance poetiche, spesso esilaranti, in calzamaglia nera o addirittura in tutù, oppure usando strumenti sonori da lui inventati e realizzati dal suo amico Piero Fogliati, quali il liquimofono e l’idromegafono, attraverso i quali gorgogliava parole incomprensibili finendo per innaffiare le prime file degli spettatori. Con Carlo Belloli è stato il primo a introdurre in Italia la Poesia concreta teorizzata e praticata dai brasiliani del “Grupo Noigandres” sin dalla metà degli Anni 50. (…) Moltissime altre cose sarebbero da dire sulla sua lunga attività (…). Ora è il momento del dolore, in questo 2016 che ha già visto la scomparsa di molti protagonisti della stessa ricerca che perseguiva Arrigo» (Torino. Addio a Arrigo Lora Totino Maestro della Poesia verbovisiva e sonora, in « archiviomauriziospatola», 15 settembre 2016).

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