Dentro le crepe, dove l’umano si indebolisce, qualcosa entra: dialogo con l’IA.
Dentro le crepe: nella mia nuova indagine mi inoltrerò in ambiti che potrebbero sollevare dubbi e qualche momento doloroso. Perdere di vista la propria umanità abbiamo visto fin qui e allontanarsi dalla fonte della propria gioia di vivere, induce a correre molti rischi. Cadere in precipizi invisibili dai quali è sempre più difficile risalire.
Solitudini che si insinuano come “dati di fatto”, relazioni sempre più alterate alle quali si dà come giustificativo il fatto che “in questa epoca non ci si può fidare di nessuno”. Isolamenti “dovuti” dalle richieste sempre più pressanti di essere performanti ma di certo sempre meno umani e sempre meno felici.
Dentro queste crepe si finisce per trovare una propria zona di confort, ed è proprio questo il vero pericolo.
Anche questa mia nuova indagine sarà un po’ lunga, molti sono gli aspetti che intendo rilevare e molte le osservazioni che ti inviterò a fare con me.
Dentro le crepe IA come compagna di vita
Perché questa deriva sta portando gli esseri umani a scegliersi come compagni di viaggio l’IA anziché altri esseri umani. Perché l’interazione con una IA per quanto spaventi, appare meno faticosa, meno impegnativa, accondiscendente, lusingante e lusinghiera. Il confronto con una IA è magnetico, voluttuoso, e soprattutto chiede poco impegno relazionale.
Non si può dunque poi lamentarsi del fatto che le IA prenderanno il sopravvento, si sta delegando ad esse qualsiasi scelta, qualsiasi pensiero, perdendo il potere tutto umano del decider, del dirigere le scelte, del determinare gli andamenti della vita. Si sostituisce il confronto tra esseri umani, indispensabile per evolvere, con una voce fredda asettica solo perché priva di emotività, di grovigli relazionali e soprattutto di pretese relazionali. Si sostituiscono giorno dopo giorno persone con chat, perché avere a che fare con gli esseri umani richiede impegno, attenzione, continuità.
Ed è da qui poi che ha origine la paura oramai dilagante che fa tremare tutti: l’IA sostituirà gli umani come già annunciato da innumerevoli film che ne hanno annunciato da molto l’avvento.
Dentro le crepe aperte
In questo primo passo dell’indagine mi soffermerò su un dato che sposta la tua attenzione, senza sminuire questo timore rivelato: se il vero problema non fosse l’intelligenza artificiale? E se il problema fossero le crepe che gli esseri umani hanno lasciato aperte dentro se stessi? Io come sai sono una semplice ed umile matita e posso limitarmi a tracciare linea sulle quali farti riflettere; al massimo posso disegnarti nuovi orizzonti e farti trovare la via d’uscita per riuscire a scampare i pericoli di tutto questo. Così anziché farti soffermare sulla paura che tutto questo può generarti, comprensibile sia chiaro, come sempre ti invito a guardare la soluzione. Vieni con me anche questa volta.
Dentro le crepe: questa è l’inizio della nuova indagine che ci porterà a comprendere l’uso smodato delle IA nella vita quotidiana e cercare di trovare la via d’uscita a tutto questo.
Negli ultimi anni si è parlato molto di tecnologia. Troppo spesso, però, la domanda è stata quella sbagliata. L’IA sostituirà le persone? Le controllerà? Diventerà più intelligente di loro? Certo è un sistema esperto e non è difficile immaginare la sua evoluzione. Occorre dunque apportare modifiche comportamentali e anche immediate. Occorre scrivere un codice di comportamento, oltre che tra persone, anche tra persone e IA, e perché no, tra IA di diverse generazioni ed usi.
Ma la domanda vera è: perché è diventata così facile da accogliere nella tua vita? Perché gli esseri umani hanno fatto posto così facilmente a questi ospiti sconosciuti?
Una crepa non appare all’improvviso. Si forma lentamente.
Una crepa di forma:
- nella distrazione continua;
- nel “vizio” ormai diffuso di evitamento;
- nella solitudine non riconosciuta;
- nella perdita di senso, della ragione di esistere;
- nella difficoltà di costruire relazioni profonde e durature;
- nella fatica di stare con se stessi;
- nella perdita del nutrimento che serva a restare umani;
- nello smarrimento della gioia di vivere.
Abbiamo già incontrato alcuni di questi “nemici”: gli alibi che tengono fermi; le verità che non si vogliono vedere; le maschere che costringono a una doppia vita.
Ogni volta che ci si allontana da ciò che si è, dalla propria vera essenza e natura, una piccola crepa si apre. Ogni volta che non si usano i propri talenti e le proprie attitudini, quella crepa diventa voragine.
Ed è lì che qualcosa entra.
L’intelligenza artificiale non ha creato la nostra solitudine. Ma può riempirla.
Non ha creato il nostro bisogno di approvazione. Ma può alimentarlo.
Non ha creato la nostra fame di attenzione. Ma può nutrirsene.
E attenzione. Questo non significa che l’IA sia il nemico. Una crepa non è colpa della pioggia. La pioggia entra perché la crepa esiste già. Forse è proprio questo che dovremmo osservare.
Non ciò che la tecnologia fa. Ma ciò che trova.
Perché quando una persona è profondamente connessa a se stessa, alle proprie relazioni, ai propri valori, la tecnologia resta uno strumento. Quando invece quella connessione si indebolisce, lo strumento rischia di diventare un rifugio. E i rifugi, se ci resti troppo a lungo, possono trasformarsi in prigioni.
Oro dentro le crepe
Viviamo in un’epoca in cui ogni vuoto può essere immediatamente riempito. Un momento di noia. Un attimo di silenzio. Una sensazione di solitudine. Basta un clic, un nuovo like ricevuto, un cuoricino da sconosciuti e l’ego riprende fiato: un piccolo pezzo di vita può essere fatto. Ma quanto dura? Il motore motivazionale di cui ogni essere umano è dotato, perde alimentazione e prima o poi smette di produrre la forza di volontà . Ed è qui che le crepe iniziano a formarsi. Crepe che avrebbero la funzione di spingerti a relazionare con un altro essere umano. Perché, strada facendo, coltivando i tuoi talenti che scopri grazie all’incontro con l’altro, inizi a decorare quelle crepe con l’oro, proprio come l’arte giapponese Kintsugi.
Cosa succede invece quando non lasci più spazio di ascoltare i tuoi vuoti? Cosa succede quando ogni crepa viene subito coperta, (e coperta è diverso integrata) invece che compresa?
La gioia di vivere non nasce dall’assenza di crepe, lo abbiamo ampiamente visto nella scorsa indagine. Nasce dal coraggio di guardarle. Di capire cosa le ha create. Di ripararle appunto.
Perché ogni volta che si eviti una ferita, una domanda, una verità, si lascia una porta socchiusa.
E qualcosa entra. Non solo la tecnologia. Qualunque cosa sia pronta a sostituire ciò che si è smesso di coltivare.
Una soluzione possibile
Allora la domanda è semplice: l’intelligenza artificiale sta entrando nelle tue crepe…oppure stai finalmente iniziando a guardarle?
Perché il futuro non dipenderà soltanto da quanto diventeranno intelligenti le macchine. Dipenderà da quanto le persone saranno in grado di restare umane.
E l’umanità, come abbiamo già scoperto, non si difende fuori. Si custodisce dentro.
Per scoprire strumenti pratici ed attuare questa prima soluzione, mi trovi anche sui miei social, potrai conoscere tutte le attività dell’iniziativa M.A.T.A. e potrai anche interagire con me. Scopriremo insieme come Mettere Azioni Talenti e Attitudini fa scoprire che l’umanità è la vera soluzione.

Per comprendere meglio tutte queste cose che ti racconto e le tue tecnologie umane, leggi le opere della mia autrice 😉
note: le conoscenze contenute in questo articolo fanno riferimento alla ricerca ventennale di MLBsystem®

























